Molti mondi convergono all’interno di un’azienda: ogni persona vive e si esprime secondo il modello di vita che ha interiorizzato e porta la propria esperienza e visione negli ambienti che frequenta, quindi anche in azienda.
L’azienda, del resto, ha una propria struttura, esperienza e visione. È auspicabile che ci sia unità d’intenti tra l’azienda e i collaboratori, ma la realtà mostra che purtroppo raramente lo è e che spesso la comunicazione all’interno dell’ambiente lavorativo risulta difficile o comunque meno efficace e motivante di quanto si vorrebbe.
Tra i diversi tipi di attività, ColGo propone alle aziende anche la possibilità di equilibrare e fluidificare il linguaggio, la comunicazione e i processi attraverso “elementi” di lavoro studiati per questo scopo. Una “cassetta degli attrezzi” virtuale che contiene quello che serve ai membri del team per entrare in contatto con i colleghi e con i flussi aziendali in modo cooperativo e soddisfacente.
Questi strumenti non sono astratti: vengono applicati nella vita dell’azienda per supportare la collaborazione, chiarire i ruoli e rendere più fluide le interazioni tra tutte le persone coinvolte. In questo modo, ciò che viene proposto come metodo diventa parte integrante della cultura aziendale.
L’aspetto che mi è sembrato più interessante, quando ho incontrato questa realtà, è che la struttura stessa di ColGo vive questi strumenti a 360°. Due riunioni settimanali, una operativa e una di governance, il lavoro in cerchio e le decisioni prese con ascolto, attenzione e interesse reciproco.
Le esperienze professionali e di vita di ciascuno sono variegate e ricche di sfumature, ognuno porta con sé un bagaglio unico di competenze, storie e prospettive. Quando queste differenze si incontrano, diventano un vero tesoro: offrono spunti di confronto, stimolano nuove idee e aprono possibilità di crescita che altrimenti non emergerebbero. Spesso proprio la ricchezza delle competenze conduce a un salto di qualità inatteso, trasformando la diversità in risorsa creativa e in opportunità condivise.
Che dire? In ColGo si fa quello che si insegna: quello che dico è quello che faccio.
A cura di
Patrizia Manuela Rottigni
